Scegliere dove dormire a Parigi è una decisione importantissima: sbagliare quartiere può significare sprecare tempo, denaro e pazienza. Parigi è grande e non tutte le zone sono egualmente ben collegate, ogni arrondissement ha una sua identità, e dormire nel posto sbagliato può compromettere l’esperienza complessiva del tuo viaggio.
Premessa culturale: per la stragrande maggioranza dei Parigini, la vita finisce oltre la périphérique – il boulevard circolare che delimita la città vera dai comuni della banlieue -. È un’ossessione che va capita prima di prenotare: l’indirizzo conta, il quartiere conta, e l’arrondissement rappresenta ancora oggi un importante marcatore identitario che i locali usano con serissima finta ironia.
Ed ecco ora la mia piccola guida.
Come scegliere
Alcune domande da porsi prima di valutare qualsiasi hotel. È la tua prima volta a Parigi? Vuoi muoverti a piedi il più possibile o non è un problema sportarti spesso con i mezzi pubblici? Vuoi dormire nella tua Parigi ideale o cerchi soprattutto una base che sia funzionale?
I quartieri
Il Marais (3ème e 4ème)
Mi sembra di sentire Miranda Priestley: “Il Marais? Come raccomandazione su Parigi? Avanguardia pura!”
Lo so, non è esattamente un segreto, ma il Marais è meraviglioso con le sue strade acciottolate, i suoi hôtel particulier in pietra bianca, le sue piazze, il suo verde, i suoi café, le sue boutique. Centrale, bello e vivibile, il Marais è anche il cuore storico della comunità ebraica parigina, oltre che essere il quartiere LGBTQ+ per eccellenza: due anime che convivono e che contribuiscono a dare al Marais molta più anima di quanta ne abbiano gli altri quartieri centrali più patinati.
Victor Hugo abitava qui, al numero 6 di Place des Vosges. Oggi ci vivono soprattutto persone con un reddito astronomico, con conseguenze anche sui prezzi degli hotel. Nei fine settimana e d’estate certe strade diventano complicate da attraversare. Ma se il budget lo consente, il Marais è una scelta pressoché imbattibile, specialmente per una prima visita a Parigi.
Ideale per chi viene per la prima volta e vuole esplorare Parigi a piedi.
Saint-Germain-des-Prés (6ème)
Sono di parte: pur di abitare qui ho vissuto per 10 mesi con un coinquilino in 20 m2.
Storico cuore aristocratico e intellettuale della città, la leggenda di questo quartiere tiene ancora, anche se Sartre e Simone de Beauvoir sono ormai sostituiti da influencer e milionari vari sulle sedioline dei mitici Café de Flore e Les Deux Magots.
Tutta la zona a nord del Jardin de Luxembourg, con Saint Sulpice, Boulevard Saint-Germain, Rue de Buci, Rue du Four, Rue de Seine, Rue Bonaparte ha un’atmosfera inconfondibile e senza tempo.
Il problema è che dormire qui costa molto e i prezzi non sempre corrispondono alla qualità degli hotel. Ci sono delle eccezioni, ma vanno cercate con cura. Se il budget non è un problema il 6ème può essere una buona scelta, altrimenti ci sono scelte più intelligenti.
Ideale per soggiorni brevi con budget alto e poca voglia di spostarsi.
Grands Boulevards e Saint-Georges (9ème)
La zona a nord e a est rispetto all’Opéra è probabilmente la scelta più razionale per chi vuole vedere il più possibile e desidera una base centrale senza strapagare. Molto ben collegato, con facile accesso alla stragrande maggioranza delle linee della metro e della RER, il 9ème spazia dai grandi boulevard di Haussmann all’atmosfera più raccolta, romantica e a tratti “da paese” di Saint-Georges.
In boulevard Haussmann ci viveva Proust, in un appartamento tappezzato di sughero per non sentire i rumori, dove scrisse buona parte della Recherche.
Qui gli hotel offrono un rapporto qualità-prezzo migliore rispetto al 6ème o al 1er, a parità di standard. Forse è una scelta meno “sexy” di altre, ma questa zona ha tanti volti interessanti e un suo fascino più autentico.
Una raccomandazione: rimanere a sud di Boulevard de Clichy.
Ideale per chi ha tanto da vedere, si sposta molto e ha poco tempo.
Canal Saint-Martin (10ème)
Canal Saint-Martin, con le sue banchine, le chiuse e i bar con i tavolini lungo il canale, è piacevolissimo e romantico senza sovrastrutture per turisti. Questa è la Parigi che i Parigini under quaranta frequentano davvero nei weekend.
République è un’ottima base: centrale, ben servita dalla metro, con una concentrazione di hotel a prezzi ragionevoli.
Ideale per chi cerca una Parigi non turistica e a prezzi umani.
Oberkampf e Ménilmontant (11ème)
Nel 11ème la concentrazione di ristoranti interessanti per m2 è probabilmente la più alta di Parigi. Rue Oberkampf, rue Saint-Maur, rue de la Roquette formano un tessuto cittadino denso, rumoroso, vivo.
Ménilmontant sale verso la collina dove è sepolto chiunque sia mai stato qualcuno: il Père Lachaise.
Il quartiere è in continua trasformazione da vent’anni e vede l’uno accanto all’altro residenti storici, atelier, bar interessanti, ristoranti, bistrot e qualche trattoria nordafricana.
Gli hotel costano meno che nel Marais. La metro è frequente. E la sera si trova sempre qualcosa di interessante da fare.
Ideale per chi è già stato a Parigi e vuole mangiare bene senza doverlo pianificare troppo.
Bastille, Place d’Aligre e rue du Faubourg Saint-Antoine (11ème–12ème)
La zona a est di Bastille è forse la mia preferita di Parigi. Il Bassin de l’Arsenal – il porto fluviale protetto dove le barche ormeggiano a pochi passi da place de la Bastille – è un angolo di insperata quiete in mezzo al traffico della città. Rue du Faubourg Saint-Antoine è stata per secoli la strada dell’artigianato del legno: i laboratori ci sono ancora, alternati adesso a showroom di design e negozi vari. Place d’Aligre ospita uno dei mercati più autentici di Parigi; a pochi passi, la Promenade Plantée – una sorta di highline ante litteram – è il luogo ideale per una tranquilla passeggiata domenicale.
La zona è relativamente centrale, subito a est rispetto al Marais, e la posizione è strategica per i trasporti grazie alla vicinanza di Gare de Lyon.
Ideale per chi vuole centralità e autenticità, senza i prezzi e l’affollamento del Marais.
Bercy e Bibliothèque François Mitterrand (12ème–13ème)
Un’ottima scelta che unisce praticità e un contesto interessante. La metro 14 – automatica, frequentissima, rapidissima – collega Bercy e la BnF con il pieno centro in tempi imbattibili.
Il famoso torneo di tennis di fine stagione non si tiene più qui, ma la zona ha tante attrattive: la Cinémathèque Française e il suo museo; il Bercy Village, nato da un progetto di riqualificazione di alcuni magazzini ottocenteschi; il Parc de Bercy; la futuristica BnF; il museo di fotografia galleggiante Quai de la Photo e la Cité de la Mode et du Design.
Salvo eventi speciali all’Accor Arena, i tra i più ragionevoli di Parigi.
Ideale per chi vuole scoprire un volto di Parigi più moderno e chi vuole risparmiare senza uscire dalla Périphérique e arrivando in centro in un attimo.
Il lato giusto del 19ème: da Jaurès al parco di Buttes-Chaumont
Il Parc des Buttes-Chaumont è tra le mie cose preferite di Parigi, anche se la maggior parte dei turisti non ha il tempo di vederlo: è un parco romantico, all’inglese, con grotte artificiali, un laghetto, ponti sospesi, colline inattese, persino un tempietto. Il quartiere circostante è bello e residenziale e in certi punti vivace, alla moda, festoso (in particolare nel parco e a sud della metro Jaurès, lungo il canale).
Il problema è che il 19ème include anche alcune delle zone più problematiche di Parigi: basta spostarsi di poco verso nord, verso ovest o verso est.
Ideale per chi conosce già Parigi, vuole qualcosa di autentico, e sa dove andare e dove non andare.
Montmartre (18ème)
Montmartre la metto, ma con più di un asterisco. Il 18ème è una zona scomoda, in certi punti presa d’assalto dai turisti (e di conseguenza piena di trappole per turisti, come Place du Tertre), in altri brutta o addirittura pericolosa (Barbès-Rochechouart e Château Rouge).
Malgrado queste premesse poco allettanti, la collina di Montmartre conserva ancora angoli silenziosi e strade incantevoli che sembrano ferme a 70 anni fa o anche di più.
Ideale per coppie, soggiorni lenti, chi ha già visto il resto.
Montparnasse (14ème)
Credo che Montparnasse sia ingiustamente ignorato, o per lo meno sottovalutato. Non solo i prezzi sono ragionevoli e la posizione è ottima, sia per muoversi a Parigi sia per gite fuori (la stazione TGV offre collegamenti verso tutta la Francia), ma il quartiere ha fatto anche la storia dell’arte e della letteratura del Novecento.
L’identità del quartiere alterna strade in cui la vita scorre “a misura d’uomo” come rue Daguerre (Agnès Varda ci ha vissuto quasi tutta la vita e ci ha girato un film intero, Daguerréotypes) e ampi boulevard come Boulevard de Montparnasse, con i suoi café storici come La Coupole, Le Select e La Rotonde.
Ideale per chi arriva in treno e pianifica escursioni fuori città.
I quartieri che sconsiglio
Il centro assoluto (1er)
A meno che non si abbia il budget per soggiornare al Ritz o al Plaza Athénée, non conviene soggiornare nella zona intorno al Louvre, alle Tuileries e a rue de Rivoli: troppa gente di giorno e strade vuote la sera, hotel costosi e senza carattere, nessuna vita di quartiere.
Il 7ème vicino alla Tour Eiffel
Lo so, su questo non tutti concordano. Ma la verità è che la zona intorno alla Tour Eiffel è cara, piena di turisti e contemporaneamente priva di vita vera. Il 7ème ha angoli bellissimi come rue du Bac o il mercato di Grenelle, ma sono altrove. Se vuoi vedere la Tour Eiffel ci vai, non devi per forza dormirci sotto.
Gli Champs-Élysées e la maggior parte dell’8ème
Discorso simile al 1er: gli hotel qui tendono a essere carissimi e anonimi, con l’unica eccezione del lusso vero: se il budget è illimitato o quasi, ci sono hotel talmente belli da far superare qualsiasi considerazione sui pochi stimoli offerti dal quartiere.
La Défense
Ha senso per chi viaggia per lavoro e ha riunioni in zona. Unica altra ragione valida: per qualche evento sportivo alla Paris La Défense Arena.
Le parti “sbagliate” del 18ème e del 19ème
Su questo vedere sopra quanto detto su Montmartre e il lato “giusto” del 19ème.
Una nota finale
Se stai pianificando un soggiorno a Parigi e vuoi un aiuto su dove dormire, cosa fare o come organizzare un momento speciale – non consigli generici, ma qualcosa scelto su misura da te e per te – sono una travel advisor e posso aiutarti. Contattami!
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